LA NOSTRA STORIA

Villa anni 50 Rechsteiner

Gli Stepski, nobili mitteleuropei ancor prima d’incrociare i propri destini con quelli dei Rechsteiner, avevano già conosciuto l’attrazione per la “Serenissima” e le sue terre. Un avo di tempra guerriera, Conte Mathias von der Schulemburg, alle dipendenze della Repubblica di Venezia, si distinse nella difesa di Corfù contro i turchi sul finire del XVII secolo.

Più di recente, Felix Moritz Stepski-Doliwa, capoguarnigione austroungarico, si fece promotore ed artefice della creazione in Venezia di un posto di ristoro destinato ai suoi ufficiali e soldati.

Traccia di questo circolo militante si può trovare, ancor oggi, nell’insegna “Sandwirt”,- “oste della sabbia”-, che decora una porta d’ingresso del rinomato albergo Gabrieli in Venezia.

Nel 1881 Friederich Rechsteiner rileva dai Conti Revedin la tenuta di Piavon, a Oderzo, e la bella villa seicentesca che in origine fu della famiglia Bonamico.

Ha così inizio la storia dell’Azienda Agricola Rechsteiner a tutt’oggi condotta da un diretto discendente del fondatore: barone Florian von Stepski Doliwa, pro nipote della figlia minore di Friederich, che andò sposa a uno Stepski.

LA VILLA

La villa è parte di un sito molto articolato che comprende una grande barchessa sei-settecentesca, di notevole impatto volumetrico ed eleganza architettonica, caratterizzata da pilastri in aggetto a leséne binate che sostengono arcate a tutto sesto, sormontate da finestre, con prospetti intonacati a marmorino. Poco lontano altri edifici ottocenteschi costituiscono la parte rurale dell’attuale azienda e sono raccolti a corte: tra questi spicca una adiacente in stile neo-gotico con torricino; di notevole bellezza ed estensione è il parco “romantico” provvisto della solita ghiaccia.

La villa è a sedìme quadrangolare, con la tradizionale tipologia tripartita e cioè con il salone centrale passante, stanze laterali e scala in pietra di accesso ai piani; attualmente il salone a piano terra e primo piano è diviso da un tramezzo in muratura che ne interrompe la spiazialità originaria. I prospetti sono quelli tipici della villa veneziana, pur denunciando un intervento sulla forometria delle facciate in epoca ottocentesca, evidente nella tipologia delle finestre ( che conservano i davanzali in pietra) e delle cornici poste sopra queste e nella chiusura dei voltini a piano terra e primo piano.